ISO 16890 è la norma che oggi classifica i filtri per ventilazione in base all’efficienza di massa sulle frazioni di particolato ePM1, ePM2.5 ed ePM10, non più su un singolo valore a 0,4 µm. Una conversione diretta con le classi EN 779 non è possibile: per scegliere il ricambio contano la classe ePMx indicata sulla scheda e la compatibilità con la macchina. Le fonti da tenere a portata di mano sono ISO ed Eurovent; noi di ZenAero le usiamo ogni giorno per guidarvi.
In breve:
Le vecchie classi G4, M5 e F7 non hanno equivalenze ISO affidabili: cerca la classe ePMx specifica in scheda e usa eventuali tabelle solo come orientamento.
Per ridurre il particolato nell’aria immessa negli ambienti, valuta il filtro sul percorso dell’aria esterna secondo le prescrizioni dell’unità. Il filtro dell’aria estratta ha una funzione diversa; non confondere i due circuiti.
La classe ISO coarse indica filtri sotto il 50% in tutte le frazioni: usali per trattenere la polvere grossa, non per migliorare l’aria respirata.
Un filtro più fine può aumentare la perdita di carico e può affaticare il ventilatore; le prove di laboratorio non determinano da sole la durata reale.
Prima dell’acquisto, verifica modello e versione della VMC, misure esatte e posizione del filtro; molti impianti richiedono elementi distinti per presa e mandata.
Zenaero
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Confronta filtri di ricambio per marca, modello, dimensioni e classe di filtrazione, comprese le classificazioni ISO 16890 indicate per prodotto.
Come è fatta la serie ISO 16890: a cosa serve ciascuna parte
La serie ISO 16890 è composta da quattro parti, e conviene conoscerle perché una scheda tecnica seria rimanda a tutte. Ciascuna copre una fase diversa: dalla definizione delle classi alla prova in laboratorio, fino al trattamento del filtro prima della misura finale.
ISO 16890-1 definisce i requisiti e il sistema di classificazione basato sugli indicatori ePMx.
ISO 16890-2 descrive la misura dell’efficienza frazionaria e della resistenza al flusso d’aria, ed è la parte da cui derivano i numeri che leggete in scheda.
ISO 16890-3 riguarda la determinazione dell’efficienza gravimetrica e il test di carico con polvere, che mostra come cresce la perdita di carico man mano che il filtro si sporca.
ISO 16890-4 stabilisce il metodo di condizionamento che elimina le cariche elettrostatiche, per ottenere l’efficienza minima reale e non quella “di partenza” del materiale nuovo.
Un dettaglio utile: secondo ISO 16890-2:2022 le prove si svolgono con portate comprese tra 0,25 e 1,5 m³/s su un banco con faccia nominale di 610×610 mm. La norma si applica agli elementi filtranti per ventilazione generale: non è corretto interpretare automaticamente i risultati di prova come misure delle prestazioni di un ricambio VMC più piccolo o in condizioni di esercizio differenti. Per un impianto residenziale contano anche portata effettiva, configurazione del filtro e perdita di carico dichiarata per il prodotto. Due filtri della stessa classe possono avere resistenze al flusso diverse.
Che cosa significano ePM1, ePM2.5, ePM10 e la classe «coarse»
Gli indicatori ePMx esprimono quale quota di massa di particolato un filtro trattiene in un certo intervallo di diametri. La procedura della norma misura l’efficienza tra 0,3 e 10 µm e la pesa su curve di distribuzione urbana e rurale per ottenere i tre valori. In pratica:
ePM1 si riferisce alle particelle fini fino a 1 µm, tipiche di combustioni e traffico.
ePM2.5 copre il particolato fino a 2,5 µm, quello più citato nei bollettini sulla qualità dell’aria.
ePM10 include anche le particelle più grossolane, come polveri e pollini.
Il valore medio si riporta arrotondato a multipli di 5%.
Esempio di lettura: secondo le rappresentazioni pratiche della classificazione, un filtro «ISO ePM1 70%» rimuove il 70% del PM1.
I filtri che non raggiungono la soglia del 50% in nessuna frazione ricadono nella classe ISO coarse, che si indica con la sola arrestanza gravimetrica della polvere di prova. Servono come prefiltro: proteggono lo scambiatore e i filtri successivi dalla polvere grossa, ma non vanno scelti per migliorare l’aria che respirate.
ISO 16890 contro EN 779: perché non si può convertire
Dal 1° luglio 2018 ISO 16890 è lo standard di prova applicabile per classificare i filtri, al posto di EN 779. Le due norme descrivono la stessa cosa con metri diversi, e questo ha conseguenze pratiche per chi sostituisce un filtro.
Punto di misura: EN 779 valutava l’efficienza su una singola dimensione, 0,4 µm. ISO 16890 sposta la classificazione su PM10, PM2.5 e PM1, con una migliore correlazione con la qualità dell’aria interna.
Condizionamento: ISO 16890 prevede la scarica elettrostatica e cerca l’efficienza minima, quindi penalizza i materiali che rendono bene solo da nuovi.
Presentazione: al posto di una lettera e un numero (G4, M5, F7) trovate percentuali per tre frazioni di particolato.
Eurovent ha pubblicato nella Recommendation 4/23 confronti indicativi tra le due famiglie di classi. REHVA avverte però che non esiste una conversione diretta e affidabile: le relazioni proposte servono solo ad accompagnare la transizione. Per questo non presentiamo G4, M5 o F7 come equivalenti esatti delle classi ISO: per approfondire il caso della classe intermedia potete leggere la nostra pagina sul filtro M5 e il rapporto con ePM10.
Come scegliere la classe ISO 16890 giusta, passo per passo
La raccomandazione Eurovent 4/23 collega due categorie: ODA, l’aria esterna che entra nell’impianto, e SUP, l’aria di mandata che arriva negli ambienti. Più è inquinata l’aria esterna e più è esigente il livello richiesto in mandata, più alta sarà la classe da scegliere. In genere si procede così:
Stabilite il contesto dell’aria esterna: in area urbana, dove prevalgono particelle fini, si valuta di norma un filtro ePM1; in zona rurale o polverosa conviene un ePM10 o un prefiltro coarse davanti al filtro principale.
Verificate quale posizione volete filtrare: percorso dell’aria esterna verso gli ambienti oppure aria estratta dagli ambienti: i due circuiti hanno scopi di filtrazione differenti.
Controllate la perdita di carico indicata in scheda: un filtro più fine oppone più resistenza e può far lavorare di più il ventilatore. Eurovent affianca alla scelta della classe la valutazione energetica della Recommendation 4/21.
Confrontate le misure esatte e il modello dell’unità, come spiegato nella sezione seguente.
Leggete le istruzioni del costruttore dell’impianto sul tipo di filtro ammesso e sulla frequenza di controllo.
Un consiglio:negli impianti VMC residenziali la scelta del filtro dipende dal percorso dell’aria, dall’alloggiamento e dalla classe prevista dal costruttore. Non confondete il filtro sull’aria esterna destinata agli ambienti con quello sull’aria estratta.
Un limite va tenuto presente: i risultati di laboratorio non prevedono con esattezza la vita in servizio, perché velocità dell’aria e condizioni reali influiscono su prestazioni e durata. Per questo non diamo intervalli di sostituzione validi per tutti.
Come verificare compatibilità e trovare il ricambio VMC
Capire la sigla è solo metà del lavoro: il filtro deve anche entrare nella macchina. Partite dai dati che avete già in casa.
Modello dell’unità: cercate la targhetta sull’apparecchio o il manuale e annotate marca, modello e versione.
Misure del filtro: controllate lunghezza, larghezza e spessore stampati sul bordo del vecchio filtro, oppure misurateli con un metro.
Classe riportata: leggete la dicitura, ad esempio ePM1 60% oppure G4, e confrontatela con quanto prevede il costruttore.
Composizione del kit: molti impianti usano due filtri diversi, uno sul percorso dell’aria esterna verso gli ambienti e uno sull’aria estratta, venduti spesso in set.
Quando un filtro porta solo la vecchia dicitura, G4, M5 o F7 non vanno letti come equivalenti universali delle classi ISO: dove la scheda riporta la classificazione specifica, noi la indichiamo. Un esempio è il set per Salda Smarty 2XP, con la classificazione ePMx indicata nella scheda prodotto, oppure il set per Zehnder ComfoSpot 50, entrambi con le classificazioni dichiarate nelle rispettive schede. Sono filtri compatibili, non ricambi originali del produttore.
Se vivete in una zona con molto particolato, il nostro approfondimento sul PM2.5 nel Nord Italia spiega perché ePM1 ed ePM2.5 hanno più senso in contesti urbani. Per la ricerca vera e propria, consultate la categoria Filtri VMC compatibili e verificate marca e modello.
Perché scegliere per ePMx cambia davvero il risultato
Il nostro parere è semplice: guardare la classe ePMx vi avvicina a ciò che conta, cioè quanto particolato resta fuori dalla casa, mentre una lettera come F7 diceva poco su cosa succedeva alle particelle più piccole. La norma non risolve tutto, perché ogni scheda va letta insieme a misure, perdita di carico e indicazioni del costruttore. Noi di ZenAero proponiamo filtri compatibili con le classificazioni ISO quando disponibili e vi aiutiamo a verificare modello e misure. Se il filtro giusto non c’è a catalogo, potete chiederci una versione su misura.
— ZenAero
Trovate il filtro compatibile con il vostro impianto
Se avete già individuato la classe, il passo successivo è cercare il ricambio per marca, modello e misure. Nel nostro catalogo trovate le pagine dedicate ai filtri per Salda, Brofer e Zehnder, oltre alla sezione per VMC residenziale. Se le misure non corrispondono a nulla di quanto elencato, con la richiesta di un filtro VMC su misura possiamo aiutarvi a verificare dimensioni e compatibilità. Per disponibilità e prezzi aggiornati, consultate la scheda del prodotto.
Esempi di filtri VMC compatibili disponibili in Italia
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Questo prodotto ha più varianti. Le opzioni possono essere scelte nella pagina del prodotto
Domande frequenti
Cosa significa ePM1 60% su un filtro?
La classificazione indica l’efficienza del filtro per la frazione di particolato PM1 nelle condizioni di prova della norma. Il valore medio è riportato arrotondato a multipli di 5%. Va letto insieme alla perdita di carico e alle misure.
Si può convertire F7 o M5 in una classe ISO 16890?
No, non in modo esatto. REHVA spiega che la conversione diretta tra EN 779 e ISO 16890 non è affidabile e che le tabelle disponibili sono solo indicative. Conviene cercare la classe ePMx riportata in scheda.
Che cosa vuol dire filtro ISO coarse?
Si descrive con l’arrestanza gravimetrica della polvere. Si usa soprattutto come prefiltro per proteggere i filtri successivi.
Come scelgo tra ePM1 ed ePM10 per la mia VMC?
Dipende dall’aria esterna e dal livello richiesto in mandata, come indica la raccomandazione Eurovent 4/23. In ambiente urbano si valuta spesso ePM1, in zone polverose ePM10 o un prefiltro grossolano. Verificate sempre prima cosa ammette il costruttore della macchina.
I marchi citati appartengono ai rispettivi proprietari e sono utilizzati esclusivamente per identificare gli impianti e la compatibilità dei ricambi. I filtri ZenAero indicati come compatibili non sono ricambi originali del produttore dell’impianto. Prima dell’acquisto, verifica il modello completo, le dimensioni e le specifiche riportate nella scheda prodotto.
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